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Centro di Ascolto | 345 8445884

Vergogna…ancora lei!

La vergogna….sempre lei.
Oggi mi sono imbattuta in alcuni casi di vergogna da panico. Troppi.
Persone che per parlare del panico devono nascondersi, chiamarci quando sono sole in casa, quando il marito , la moglie o comunque chi sta loro vicino (?) è distante. Perché ? Perché non capirebbero…perchè pensano che sono matta/o, perché dicono che faccio solo i capricci per non assumermi le mie responsabilità, perché mi dicono che non ho niente e che devo solo reagire, perché voglio attirare l’attenzione. Ecc… ecc… Sono tantissime le cose che sento, comprese quelle riferite ai più piccoli che spesso vengono creduti ancora meno, soprattutto da chi invece dovrebbe credergli di più, come medici, specialisti o pseudo tali.
Ancora oggi, nonostante tutto, nonostante il DSMV ormai ospiti a pieno titolo il disturbo di panico tra i disturbi d’ansia ancora sul panico si deve sentire di tutto e di più.
La cura, risolutiva, definitiva, il come e il perché ancora non è chiaro come la luce del sole ma tante cose si sanno, tanto si sta ancora imparando e sicuramente il futuro ci riserverà qualcosa di buono per combattere questo mostro tentacolare che viene spesso scambiato per un simpatico amico immaginario. Cosa fare nel frattempo?
Applichiamo alcune regole:
1.Chi soffre di disturbo di panico HA una malattia
2.esistono cure efficaci e terapie riconosciute che consentono una guarigione pressoché totale o possono comunque concederci di condurre una vita degna di questo nome
3.Gli alleati sono : terapia farmacologica prescritta da veri esperti ed eventualmente terapia cognitivo-comportamentale
4.smetterla di vergognarsi del panico e parlarne come di una qualsiasi altra malattia
5.far capire a chi vi sta vicino che non fate i capricci, se non lo capisce fatelo parlare con un esperto affinché gli spieghi di cosa si tratta e come deve comportarsi, senza vittimizzarvi ma nemmeno farvi sentire degli imbecilli visionari.
6.imparare a distinguere il panico da altre eventuali patologie che possono essere associate al disturbo di panico perché in quel caso le cure e le terapie devono essere adeguate
7.se oltre al panico si hanno anche altri disturbi prendere in considerazione l’idea di un approccio integrato perché ricordiamoci che il nostro corpo non è fatto a compartimenti stagni
8.lottare, voler uscire dal tunnel e sconfiggere il mostro con tutte le nostre forze come fosse la battaglia della vita per riconquistare la libertà.
Non sono ammessi alibi, soprattutto con sè stessi
9.avere ben chiaro che soffrire di panico NON significa essere deboli, fragili, inferiori o….matti. E’ una malattia come tante altre
10.non abbattersi MAI. MAI.MAI. Anche quando sembra più facile gettare la spugna. Il panico non deve vincere!!!!!!!
Barbara Prampolini

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