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Droghe e alcool…secondo capitolo

Droghe e alcool…secondo capitolo

Interviste-e-articoli - 18 febbraio 2014 - 0 comments - BY Admin
Concludiamo il capitolo importantissimo sulle droghe e l'alcol con l'intervento del Dr. Francesco Cesarino ,neurologo. A seguito delle precedenti interviste del Dr. Rosario Sorrentino, esperto in disturbi di panico e della Dott.ssa Laura Bellodi , primario di psichiatria al San Raffaele di Milano sono stati numerosi i commenti e le obiezioni, pertanto tentiamo di dare una risposta a quanti più interrogativi possibili.
Dottore , dagli utenti social abbiamo ricevuto alcune considerazioni sulla liberalizzazione, legalizzazione delle droghe e vado a sottoporgliele:
1) Dottore secondo lei legalizzare significherebbe diminuire il consume di droghe?
R-Negli interventi di Laura Bellodi e di Rosario Sorrentino c’è la risposta a queste più che comprensibili affermazioni. Legalizzare le droghe che non sono affatto “leggere” non ne farebbe sicuramente ridurre il consumo, come dimostra l’esperienza olandese. Portare avanti la proposta, come qualche politico fa, di vendere la cannabis nelle farmacie al solo fine di risanare il deficit della sanità regionale è quanto meno aberrante. Certo le centinaia di migliaia di euro che lo stato incasserebbe dalla liberalizzazione “controllata” verrebbero sottratte alla criminalità che di certo però non rimarrebbe con le mani in mano e si industrierebbe nell’inventare nuove droghe, magari a prezzi competitivi rispetto a quello dello stato. Ma può uno stato legalizzare una droga e quindi lucrare su di una sostanza scientificamente considerata dannosa per l’organismo? Sui pacchetti di sigarette, monopolio dello stato, c’è scritto “attenzione nuoce gravemente alla salute, il tabacco uccide” questo salva la nostra coscienza collettiva?

2) Spesso di associa l'uso di droghe all'alcol, come stanno veramente le cose?
R-Per prima cosa permettetemi di dire che i numeri delle vittime di questa moderna strage sono comunque impressionanti, sia quelli riferiti alle droghe sia quelli riferiti all’alcol. Per questa seconda sostanza sono certo che il numero dei decessi attribuibili al suo uso ed abuso sia maggiore e che ad esso vadano aggiunti i costi sociali per ricovero, le malattie croniche, gli incidenti stradali provocati da individui in stato di ebbrezza, gli incidenti sul lavoro, gli episodi di violenza ed aggressività con le ben comprensibili ripercussioni sulla vita personale e familiare.
E’ interessante leggere i dati pubblicati dal National Drug and Alcohol Research Centre dell’Università del New South Wales di Sydney, sulla rivista Lancet: circa 200 milioni di persone nel mondo, da un minimo di 149 ed un massimo di 271 milioni, fanno uso di droghe. Questo vuol dire che 1 persona su 20, nella fascia di età compresa tra i 15 ed i 64 anni consuma sostanze tossiche. Le droghe considerate nell’ indagine sono gli oppioidi, le amfetamine e la cocaina, ma non l’alcool ed il tabacco. Nello specifico dell’indagine, emerge che 125-203 milioni di persone nel mondo usano la cannabis, 14-56 milioni le amfetamine, 14-21 milioni la cocaina e 12-21 milioni gli oppioidi.
Rimane estremamente alto il numero di morti per droga, circa 250.000 ogni anno, contro le 2,25 milioni di vittime per l’alcool e i 5,1 milioni di morti per il tabacco.
Visti così questi numeri, i morti per droga sono “appena” un decimo di quelli da abuso di alcool. Perché allora l’alcool è legale e le droghe cosiddette leggere non lo sono?
Per rispondere bisogna tener conto degli aspetti storici, culturali, sociologici ed economici legati al suo consumo di bevande alcoliche. Diciamolo chiaramente siamo tra i maggiori produttori ed esportatori al mondo di vino, il giro di affari è enorme e dobbiamo altresì ammettere che oggi è una delle poche industrie italiane che funziona. E poi c’è la tradizione popolare tramandata nei secoli che attribuisce all’alcool capacità stimolanti , energetiche e socializzanti, sollecitate dalla pubblicità che ovviamente trascura i danni diretti ed indiretti dell’alcool. Le droghe “leggere” che ripeto tali non sono dal momento che ne conosciamo gli effetti sul sistema nervoso centrale, soprattutto quando viene assunta in adolescenza, sono illegali ed il loro spaccio è punito, con modalità diverse, come quello delle droghe “pesanti”.
Vendere alcolici non è vietato.
Quindi alcool e cannabis sono sullo stesso livello? In realtà, se restiamo sul terreno dell’obiettività, sappiamo dalla letteratura scientifica che l’alcool, assunto saltuariamente , in piccole quantità, a stomaco pieno e ponendo attenzione alla capacità individuale di metabolizzarlo, non solo non è dannoso, ma può avere effetti benefici ad esempio sul sistema cardiovascolare. Non esiste un solo lavoro scientifico che dimostri che le droghe leggere, indipendentemente dalla quantità assunta, facciano bene. La ricerca scientifica ha dimostrato invero l’efficacia della marijuana nel trattare i sintomi di alcune malattie quali la sclerosi multipla, l’emicrania, gli spasmi muscolari ed altre, ma stiamo parlando di malattie per curare le quali si prescrivono farmaci. Che cosa è un farmaco? Qualsiasi sostanza, inorganica o organica, naturale o sintetica, capace di produrre in un organismo vivente modificazioni funzionali, utili o dannose, mediante un’azione chimica, fisico-chimica o fisica (è termine più ampio di medicamento, riservato, questo, ai soli farmaci diretti a ricondurre alla norma una funzione patologicamente alterata o a favorire i processi riparativi di una lesione).Dunque se la marijuana è un farmaco deve essere prescritto a chi è malato e non può, proprio per le sue peculiari caratteristiche, essere considerata una sostanza innocua, che tutti, adolescenti in primo luogo, possono assumere senza rischi per la loro salute.
Ed è soprattutto agli adolescenti che dovremmo pensare con maggiore sensibilità, tanti ragazzi fumano spinelli inconsapevoli degli effetti negativi, troppi ragazzi bevono quantità eccessive di alcolici, birra, vino, superalcolici ed alcolpop, bevande alcoliche a tutti gli effetti per il loro contenuto di alcol etilico ma spacciate, è il caso di dirlo, come succhi di frutta. 

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Tags: alcol, droghe, panico

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