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Attività fisica: come e perchè

Gianluca Caimmi
Chinesiologo, dottore in scienze motorie, scienza e tecniche dell’attività sportiva e scienze e tecnologie alimentari, istruttore federale della Federazione Vela, docente per corsi istruttori vela e preparatore per varie discipline sportive.
1.Dottore possiamo affermare che l’attività fisica è importante per tutti, a prescindere dall’età? 
Siamo fatti per muoverci. L’età influisce sulla performance, sui tessuti e sugli organi in misura inferiore a quella che solitamente si pensa. Spesso è più una scusa per non muoversi, ma in realtà mantenere il corpo in movimento, chiaramente compatibilmente con vari parametri tra i quali età, problematiche fisiche, abitudine allo sport ecc… è un ottimo sistema per mantenersi in forma ed in salute a lungo.
2.Assodato che il movimento è salute per tutti, indistintamente, per mantenere efficiente il nostro corpo, si osserva tuttavia sempre più spesso come l’attività fisica venga prescritta anche in tutti i casi di problematiche psicologiche quali il disturbo di panico, l’ansia ,la depressione e così via. In particolare si parla in questi casi di attività fisica di tipo aerobico.
Anzitutto l’attività fisica permette al cervello di rilasciare varie sostanze tra le quali endorfine e serotonina, veri e propri farmaci naturali di tipo antidepressivo ansiolitico. Per quanto riguarda l’allenamento aerobico sì, è corretto ma bisogna intendersi: la camminata può andare bene più o meno per tutti ma attività più intense sono da calibrare in base a vari parametri, fra i quali, ad esempio, la funzionalità del sistema cardiocircolatorio. Questo per evitare che, nell’ottica di un miglioramento fisico generale, si vada incontro a ben più gravi danni. Per tale ragione, è sempre bene fare attività fisica dopo essersi sottoposti ad una serie di controlli clinici fondamentali. Detto questo, l’attività aerobica -pensiamo sempre alla nostra camminata a passo svelto- può essere molto utile per chi è ansioso poiché, se debitamente assistito almeno in fase iniziale, può rappresentare un modo importante per “prendere confidenza” con il proprio cuore, con l’accelerazione della frequenza cardiaca, l’aumento della frequenza respiratoria e così via. Proprio questi fenomeni risultano essere, per chi soffre di disturbi di natura ansiogena, un grosso problema visto che l’aumento del ritmo cardiaco è uno dei principali sintomi di un attacco di panico. Capire, invece, come il cuore possa accelerare e decelerare senza conseguenze (può sembrare banale) è molto importante. In generale poi, praticare attività fisica costantemente incide anche sulla frequenza cardiaca a riposo, abbassandola; dato importante visto come le persone ansiose tendano ad avere una frequenza cardiaca maggiore rispetto alla media. 
3.Quindi per partire da una base che metta d’accordo tutti, possiamo promuovere la camminata come attività fisica praticabile quasi da tutti e sufficiente per il nostro benessere?
L’organizzazione mondiale della sanità si è espressa proprio in tal senso. Si parla di camminata a passo sostenuto per oltre 40/45 minuti 5 giorni a settimana oppure di attività a ritmi più sostenuti tre volte a settimana ma anche in questo caso molto dipende dai parametri di cui sopra. Risulta fondamentale valutare l’individualità dei casi. Ad esempio ci sono persone non più giovanissime in sovrappeso con problemi articolari che iniziano di punto in bianco a camminare: se da un lato tale iniziativa può portare giovamento riguardo ad ansia, efficienza cardiaca e via dicendo, dall’altro lato potrebbero presentarsi problematiche anche serie a livello di schiena, ginocchia e altro. Prescindere dal proprio caso specifico non è mai una buona idea. 
4.Spesso si vedono persone che non hanno mai praticato sport in vita loro e che, magari a cinquant’anni, iniziano a fare attività fisica, cosa fare allora in questo caso?
La prima cosa è rivolgersi al medico per capire, insieme ed in base alle proprie problematiche, qual è l’attività fisica ideale per noi. In secondo luogo fondamentale è rivolgersi ad un professionista competente perché possa accompagnarci nel percorso di allenamento nei modi e tempi giusti e corretti. Una persona che da almeno dieci anni conduce una vita sedentaria e vuole riprendere a muoversi, probabilmente a livello muscolare potrebbe avere una ripresa relativamente veloce ma non a livello, ad esempio, tendineo e quindi i tendini, se si lavora male o troppo pesantemente da subito, potrebbero essere sottoposti a carichi eccessivi. 
5.Rivolgersi ad un professionista ( e qual è il professionista che dobbiamo cercare?) per allenarsi è un costo e oggi molte persone rinunciano alla palestra per non dire al personal trainer proprio per evitare di caricare il proprio bilancio familiare con costi che possono risultare eccessivi e superflui quindi ecco che molte persone optano per il fai da te, andando a correre, camminare, anche proprio per una questione di costi. Altro problema poi è che spesso nelle palestre si trovano persone poco preparate o che applicano lo stesso programma di allenamento a tutti senza grandi personalizzazioni. Come facciamo a risolvere questi problemi?
Anzitutto è sempre indispensabile rivolgersi a personale specializzato come appunto il chinesiologo (laureato in scienze motorie) che è la figura professionale di riferimento in qualità proprio di esperto in attività motorie che può, anche di concerto con il medico, impostare l’attività idonea da praticare definendo obiettivi periodici e graduali. Non è indispensabile la palestra una volta impostato il percorso, potendo gestire l’attività anche in autonomia e ridurre, di conseguenza, anche i costi. 
6.Perché succede che sportivi di professione che quindi praticano attività fisica intensa abbiano o soffrano di attacchi di panico o ansia?
In questi casi il fattore ansiogeno è da ricondursi all’aspetto agonistico dell’attività stessa, al raggiungimento della performance massimale che, evidentemente, pone l’individuo in condizioni di notevole stress e quindi i benefici dell’attività fisica in quanto tale sono ampiamente surclassati dall’aspetto competitivo. 
7.In sintesi Gianluca come dobbiamo agire?
Anzitutto, come dicevo, primo fra tutti fare esami clinici e visita medica, poi individuare un bravo chinesiologo al quale rivolgersi ed iniziare un lavoro senza porsi troppa fretta nel raggiungere gli obiettivi. No al “fai da te” e soprattutto ai programmi di allenamento offerti in internet, proprio perché standardizzati e non individualizzati possono risultare forieri di rischi e problemi. L’allenamento si può gestire in palestra, presso uno studio di chinesiologia ma anche a casa propria. In quest’ultimo caso si imposterà il programma, verranno mostrati gli esercizi affinché tutto venga eseguito perfettamente e poi si faranno periodici controlli e cambiamenti riducendo anche di molto i costi. Importante, infine, prendere in considerazione un’iniziale valutazione posturale che andrà, poi, ad integrare il programma di allenamento. Quindi fare attività fisica ben fatta a costi ridotti è possibile.
8.Cosa importantissima per chi soffre di ansia e panico: la respirazione e il diaframma. Possibile che sia così difficile respirare??
Respirare in modo corretto è appannaggio di pochi; spesso si crede di saper respirare ma non sempre è così. Il diaframma è una lamina muscolare che divide la cavità addominale da quella toracica. E’ coinvolto direttamente nel respiro attraverso un movimento di salita e discesa continua durante il quale permette la completa espansione dei polmoni ed in particolare dell’ultimo quarto del polmone destro anatomicamente appoggiato sul diaframma. I bambini inconsciamente lo utilizzano in modo corretto, poi crescendo, per vari motivi (vedi stress, …) si tende ad irrigidirlo, ad utilizzarlo sempre meno fino addirittura a perdere la sensibilità del suo utilizzo. A quel punto questa lamina muscolare tende ad irrigidirsi e possono comparire mal di schiena, problemi digestivi, stati ansiogeni. Proprio perché il diaframma si irrigidisce, non si riesce ad avere una respirazione completa, si va in iperventilazione per compensare e questo porta all’aumento dell’ansia. Diventa un circolo vizioso. Infatti la maggior parte delle persone ansiose hanno solitamente il diaframma piuttosto bloccato. Quello che si può fare è cercare di sbloccarlo con esercizi respiratori innanzitutto e poi, ancora una volta, con l’attività fisica. Attraverso il movimento, infatti, si riesce a coinvolgere il diaframma e gradualmente a ripristinare sensibilità e gestione del muscolo stesso.

9.Come si fa ad imparare a respirare? 
Ci sono attività che si focalizzano molto sulla respirazione, pensiamo allo yoga o al training autogeno o al pilates, molto in voga. Oppure, con l’aiuto di un professionista, si possono eseguire alcuni esercizi con regolarità fino a che non si è imparato ad utilizzarlo in autonomia. Lo stesso chinesiologo può essere la persona ideale per insegnare questi esercizi oppure un fisioterapista, il maestro di yoga, ecc…
10.Torniamo un attimo al problema, frequente per gli ansiosi, di come affrontare senza andare nel panico, il battito cardiaco che accelera, cosa normale durante l’attività fisica. Come si può effettivamente aiutare queste persone a superare il problema?
Anzitutto può essere molto utile l’utilizzo di ausili quali i cardiofrequenzimetri che rilevano continuamente il battito cardiaco e che permettono alla persona stessa di rendersi conto di cosa sta succedendo sia quando il battito sale, durante lo sforzo, che quando il battito diminuisce nella fase di riposo o rallentamento. L’attività fisica poi, sempre se praticata sotto la supervisione di un professionista, permette fra l’altro di abbassare sensibilmente la frequenza cardiaca media, valore spesso piuttosto elevato nelle persone ansiose. 
L’attività fisica in estrema sintesi permette di prendere confidenza col proprio corpo, di allentare le tensioni e di recuperare quel benessere psico-fisico tanto agognato ed il cui raggiungimento troppo spesso viene delegato a farmaci o simili quando in tanti casi noi stessi possiamo fornirci tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

 

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