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Parenti, dotti medici e sapienti....

Parenti, dotti medici e sapienti....

Interviste-e-articoli - 09 febbraio 2017 - 0 comments - BY
Ogni giorno devo stupirmi nuovamente sperando sia l’ultima volta ma in realtà il giorno dopo mi stupisco ancora. Di cosa? Del fatto che tanta troppa gente sia ignorante. Si, ignorante nel senso che ignora cosa significa avere il panico, soffrire di ansia, di disturbo di panico. Ogni giorno parlo con voi che soffrite, che avete la vita compromessa, che vi sentite diversi e ghettizzati e ancora mi dite in troppi che chi vi sta vicino non capisce, non crede alla vostra sofferenza, pensa che stiate facendo i capricci o che non abbiate abbastanza volontà.

Lo trovo decisamente inaccettabile, come trovo inaccettabile il comportamento di tanti medici soprattutto di famiglia che continuano a prescrivere gli ansiolitici, le c.d. benzodiazepine senza indirizzare i pazienti ad uno specialista come un neurologo o uno psichiatra; addirittura la prima cosa che ancora molti fanno è quella di indirizzare il malcapitato da uno psicologo senza nemmeno accertarsi di quale scuola di psicoterapia si tratti.

La prima azione per uscire dall’ansia e dal panico è la corretta informazione: sapere anzitutto cos’è il panico, che non è né un capriccio, né uno stato emotivo e così via bensì è una malattia e come tale va affrontata.

Poi è indispensabile rivolgersi agli interlocutori giusti. Non sono tante le cose da fare ma occorre farle bene, è importante non sbagliare la strada e non avventurarsi in percorsi tortuosi e fuorvianti quanto talvolta fantasiosi.

Infine torno al concetto iniziale; chi vive accanto a una persona che soffre di panico e di ansia deve a sua volta informarsi per poter essere utile. Non si deve mai né sottovalutare il problema né drammatizzarlo, serve conoscenza e partecipazione.

 

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